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Titolo Originale: 100 Degrees Below Zero
Nazione: USA
Durata: 89 minuti
Regia: R.D. Braunstein
Anno: 2013
Cast: Jeff Fahey, Sara Malakul Lane, Marc McKevitt Ewins, John Rhys-Davies, Iván Kamarás, Judit Fekete, Zsófi Trecskó

Trama:

In un pomeriggio l’Europa viene sconvolta da un’incredibile serie di eruzioni vulcaniche, il cielo viene quasi oscurato e quasi tutto il continente piomba in una nuova era glaciale. Intanto Steve Foster, pilota dell’esercito americano in pensione, si è appena risposato e cercherà di raggiungere i figli a Parigi da Londra. Ma le nuove condizioni meteo renderanno difficile il viaggio.

Secondo me:

Altro post, altro film post apocalittico! Torniamo in casa Asylum con un nuovo disaster-movie praticamente uguale ad altri mille fatti dalla stessa casa produttrice.
Ho scelto di parlare di questo film per promuovere la meravigliosa iniziativa del canale televisivo Cielo ci sta deliziando con un meraviglioso ciclo di B-movies dove la Asylum la fa da padrone! Se non avete visto questo meraviglioso disaster movie non vi preoccupate: dal 3 aprile potrete acquistarlo il DVD grazie a Cecchi Gori Group.
Tornando al film ho già detto che è un film standard Asylum con militari, elicotteri e storiella della famigliola che deve ricongiungersi. Ma ci sono principalmente due grossi motivi per guardare questa roba: le Tette® di Sara Malakul Lane.
Se però vi servissero altri motivi sappiate che io ho trovato esilarante ogni secondo di questo film. Se mi mettessi a parlare nel dettaglio di ogni cosa non finirei più quindi parto con un bell’elenco di meravigliose vaccate con anche qualche spoiler (è u film Asylum, quindi non rompete il cazzo con “hey mi hai rovinato il film” perché la realtà è che vi siete rovinati voi scegliendo di vederlo): la storia delle eruzioni e le spiegazioni “scientifiche”, i blocchi di grandine abnormi che spariscono con il cambio di inquadratura e che vengono anche calciati al volo, Parigi che in realtà è Budapest, il fatto che la Asylum si sia accanita sull’Europa, il passaggio dell’eurotunnel con una seicento, i terremoti di magnitudo superiore a 8 che fanno danni minimi, la meravigliosa idea di darsi appuntamento sopra la Torre Eiffel…
Bellissimo poi il messaggio del film: “se mai il tuo continente rischia di diventare inabitabile potrai salvarti solo se conosci persone ai piani alti dell’esercito”.
Ma c’è qualcosa di veramente positivo? Certo, le Tette® di Sara Malakul Lane. E oltre quello sono stato piacevolmente sorpreso dal fatto che i protagonisti si ricordano quasi sempre del freddo. Per il resto si ride tantissimo ma non certo per la qualità del film!

Insomma questo è il solito film apocalittico della Asylum che però a mio parere è più divertente del solito grazie alle tante vaccate presenti. Assolutamente inadatto a persone comuni ma gli amanti del post-apocalittico low-budget lo ameranno,

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Titolo Originale: Los últimos días
Nazione: Spagna
Durata: 100 minuti
Regia: Àlex Pastor, David Pastor
Anno: 2013
Cast: Quim Gutiérrez, José Coronado, Marta Etura, Leticia Dolera, Ivan Massagué, Mikel Iglesias, Pere Ventura, Abdelatif Hwidar

Trama:

Marc e Julia sono una giovane coppia sposata da poco. La ragazza vorrebbe un figlio ma Marc non sembra molto convinto. Le difficoltà della coppia aumentano quando nell’azienda per la quale lavora Marc arriva Enrique, incaricato nel tagliare il personale. In questo periodo di difficoltà della coppia inizia a spargersi nel mondo una strana malattia: le persone sviluppano incomprensibilmente la paura degli spazi vuoti. Presto questa patologia si diffonderà a tutta la popolazione scatenando una vera e propria apocalisse e Marc rimarrà bloccato al lavoro da dove partirà alla ricerca della moglie.

Secondo me:

Chi mi segue assiduamente (credo nessuno) saprà che amo i film di squali e i film apocalittici e post-apocalittici. Quando guardo film come questi non voglio sapere nulla della trama anche perché spesso sono banali e ripetitive. Questo film qua però deve essere stato un segno del cielo credo! Infatti ho un altro piccolo blog nel quale scrivo ogni tanto che si chiama “Se Stava A Casa Non Succedeva Niente” nel quale si narrano storie di poveracci che, avventurandosi fuori casa, trovano la morte per le più svariate ragioni. E in questo film hanno tutti paura di uscire di casa (giustamente) per qualche ragione sconosciuta.
Questa idea di base mi è piaciuta parecchio e nel complesso il film si lascia guardare abbastanza tranquillamente anche se non sarà sicuramente ricordato come una pietra miliare del genere a causa dell’estrema semplicità della trama ed alcuni cliché che danno la sensazione del già visto. L’ambientazione ha alti e bassi: mi sono piaciuti i personaggi barbuti e sporchi e l’organizzazione di alcuni gruppi di sopravvissuti ma ci sono alcune incongruenze e omissioni. Comunque a mio parere il film ha più pregi che difetti ed inoltre è visivamente e stilisticamente molto bello, considerando anche che è una produzione spagnola di alto profilo (budget di circa 5 milioni di dollari) che non sfigura nel confronto con produzioni americane dai budget ben più elevati.
I personaggi sono abbastanza piatti e scontati ma in fin dei conti si inseriscono bene in una trama scialba come questa. Personalmente avrei gradito qualche scena in più con Andrea, interpretata da Leticia Dolera. Ma solo perché vorrei sposarla e se prima o poi vedrò [REC]  3 sarà solo per lei visto che il primo e secondo [REC] m’avevano fatto abbastanza cagare. In realtà nel film lei è la più inutile di tutti e credo che l’abbiano ingaggiata solo per avere un po’ di visibilità internazionale.
Dopo aver visto il film in spagnolo con sub inglesi, ho scoperto che è uscito anche in Italia il 10 Ottobre 2013 distribuito dalla Notorious Pictures con il titolo The Last Days mentre è arrivato in homevideo il 6 marzo 2014.
Questo è un buon film Europeo e andrebbe supportato anche per far capire a questi distributori coraggiosi che gli vogliamo bene.

The Last Days è un buon film post-apocalittico con qualche bella trovata che però vengono in parte vanificate da una narrazione prevedibile ma dal buon ritmo. Il finale però non mi ha soddisfatto per niente ma in fin dei conti merita ampiamente la visione.

 

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Titolo Originale: 7 gatsu 24 ka dori no Kurisumasu; 7月24日通りのクリスマス
Nazione: Giappone
Durata: 108 minuti
Regia: Shosuke Murakami
Anno: 2006
Cast: Miki Nakatani, Takao Osawa, Ryuta Sato, Juri Ueno, Tsuyoshi Abe, Hitori Gekidan, Hitori Gekidan, Ikki Sawamura

Trama:

Sayuri è una di quelle ragazze che sogna il principe azzurro. Legge un manga che si chiama “Amore” ambientato a Lisbona e, per sfuggire alla routine quotidiana, cerca similitudini tra la sua città, Nagasaki, e la città Portoghse. Cerca anche un possibile ragazzo tra quelli che frequenta ma da anni c’è solo un uomo che ritiene essere adatto ad essere il suo principe azzurro: Satoshi Okuda, conosciuto ai tempi della scuola. Il ragazzo si era trasferito a Tokyo per lavoro ma torna in città e, anche grazie al periodo natalizio, Sayuri trova il coraggio di avvicinarsi a lui. Non senza difficoltà…

Secondo me:

Lo scorso anno per Natale avevo fatto un bello speciale guardandomi tutta la saga di Silent Night, Deadly Night e anche il recente remake. Mentre cercavo quei film lo scorso anno, mi ero imbattuto in un paio di altri horror natalizi e mi ero ripromesso di trattarli quest’anno. I film sono ancora lì nel cassetto e forse ci rimarranno per un’altro anno perché proprio non mi va di guardare horror questo periodo (oppure faccio uno speciale natalizio a ferragosto, devo decidere) e quindi mi sono scelto un film pieno di buoni sentimenti e zuccheroso: una bella commedia romantica. Giapponese.
Non tratto spesso questo genere ma sappiate che ogni tanto un film così lo guardo. Difficile che questi film rimangano nella memoria anche perché sono spesso terribilmente simili (salvo My Sassy Girl che adoro). Però molti di questi film romantici, se visti con il giusto spirito e coinvolgimento, riescono a rendere il mondo più bello nei minuti immediatamente sucessivi alla visione. Sono i cosiddetti “feel good movies“, dove i protagonisti devono affrontare mille difficoltà per raggiungere la felicità, in un finale scontatissimo e banale che però soddisfa perché non sarebbe accettabile un finale triste. Questo tipo di film è adattissimo al periodo Natalizio e quindi eccovi a voi Christmas on July 24th Avenue: un normalissimo film romantico pieno di cliché con una protagonista inizialmente bruttina e pasticciona che pian piano acquisisce sicurezza e trova il suo principe azzurro. Non ha nulla che lo faccia spiccare sulle altre commedie romantiche, anzi è un film piuttosto mediocre con qualche trovata carina qua e la. Bellina la storia dell’ossessione della protagonista per Lisbona che, tra l’altro, la porta a vedere degli inquietanti tipi con le maglie della nazionale di calcio portoghese che la incitano a fare determinate cose. Alcune cose sono molto semplificate: c’è ad esempio una scena molto ridicola durante un matrimonio, un tradimento/divorzio risolto in tempi record e ci si rimane male per un personaggio che compie l’azione più tenera del film ma rimane con un pugno di mosche a causa della sua discutibile acconciatura (supposizione mia). Alla fine però Il film finisce come deve finire e lascia con il sorriso nonostante una scena finale forse meno forte di quanto poteva essere.

Insomma un film adatto alle feste, alle ragazze sognatrici o da vedere con il partner. Buon Natale dalla redazione di Film Per Pochi! (che poi sono solo io)

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Titolo Originale: Phi Mak Phra Khanong; พี่มาก..พระโขนง
Nazione: Thailandia
Durata: 115 minuti
Regia: Banjong Pisanthanakun
Anno: 2013
Cast: Mario Maurer, Davika Hoorne, Pongsathorn Jongwilas, Nattapong Chartpong, Auttarut Kongrasri, Kantapat Permpoonpatcharasook

Trama:

Nell’antica Thailandia (ancora Siam all’epoca del film) Mak è costretto ad andare in guerra lasciando la moglie Nak incinta. Durante il conflitto stringe un forte legame di amicizia con quattro commilitoni e, finita la guerra, vanno tutti assieme a casa di Mak che finalmente potrà riabbracciare la moglie e conoscere suo figlio. Nel villaggio però girano strane voci su Nak

Secondo me:

Visto che è tantissimo tempo che non scrivo più ho deciso di vedermi un film a caso e di scrivere qualche riga per il blog. Volevo vedere un film semplice da guardare e così ho cercato una commedia ma evidentemente l’horror non vuole lasciarmi in pace e così alla fine ho visto questo film che è una commedia horror abbastanza fuori dal comune (almeno per noi occidentali) e parecchio divertente. Il regista del film ha un curriculum horror di tutto rispetto avendo co-scritto e co-diretto Shutter, uno degli horror orientali migliori che uscirono in occidente sulla scia di The Ring. Nel curriculum però ha anche dei mediometraggi delle antologie horror Phobia (o 4Bia), Phobia 2 e The ABC’s of Death nei quali saltava fuori anche un po’ di humor. Ha poi anche diretto una commedia romantica di buon successo dal titolo Hello Stranger e questo Pee Mak è un ottimo mix di horror, commedia e romanticismo. Il film è basato su una leggenda Thailandese chiamata ” Mae Nak Phra Khanong” rivista però in chiave ironica ed è diventato il film Thailandese che ha incassato di più nel mondo.
L’approccio al film è abbastanza difficile perché il film ha diverse anime e i puristi dei vari generi potrebbero rimanere delusi. Se cercate un horror qua c’è ben poco di terrificante e difficilmente riuscirà a farvi saltare sulla sedia con i pochi momenti telefonati presenti. La forza del film sta invece nei personaggi maschili che, come spesso accade nei film orientali, sono dei completi cretini!
L’idiozia dei personaggi però non è fastidiosa ma anzi regala alcuni momenti davvero memorabili ma ben inseriti nell’economia del film e nei suoi toni comunque abbastanza cupi. Quello però che più sorprende è il lato sentimentale del film che può anche far bagnare gli occhi in un paio di occasioni e soprattutto nel finale che è davvero potente.
Nota per le ragazze: il protagonista del film Mario Maurer è una specie di sex symbol in oriente ed oltre ad essere un attore fa il modello e cantante dei 4+1 Channel 3 Superstar. 

Fare un film ben equilibrato con tutte queste anime ma Pee Mak ci riesce alla grande. Dura quasi due ore ma personalmente non mi sono accorto della durata

 

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Titolo Originale: Atlantic Rim (o “Attack from Beneath” o “From the Sea”)
Nazione: USA
Durata: 82 minuti
Regia: Jared Cohn
Anno: 2013
Cast: David Chokachi, Jared Cohn, Anthony ‘Treach’ Criss, Nicole Dickson, Jinhi Evans, Graham Greene, Cecelia Kuhn, Jackie Moore, Nicole Alexandra Shipley, Demetrius Stear

Trama:

Una piattaforma petrolifera nel golfo del Messico affonda inspiegabilmente. Ad indagare sul misfatto vengono inviati tre megarobottoni antropomorfi che scopriranno che ad affondare la piattaforma è stato un mostro marino che deciderà di attaccare anche la terraferma. Sarà però solo il primo attacco di questi mostrie i tre megarobottoni saranno le armi di difesa più efficaci contro di loro…
Secondo me:

Ormai è passato un sacco di tempo dall’ultimo post sul sito, ma visto che comunque continuate a scrivermi chiedendomi quando tornerò a pubblicare qualcosa: oggi vi faccio felici, ma non prendeteci gusto. Con questo post ho deciso di mandare a puttane i miei piani di pubblicazione per meri motivi di marketing: da qualche giorno è infatti uscito in sala Pacific Rim.

Il film, del quale si leggono critiche entusiastiche, (mentre i miei amici che l’hanno visto dicono che è una mezza cagata) racconta della lotta tra megarobottoni e mostri di natura sconosciuta andando ad attingere da tutta quella pletora di film e anime giapponesi con la stessa trama e americanizzando un pò il concetto. Il tutto affidato alle sapienti mani di Guillielmo Del Toro che ha potuto gestire un budget che avrebbe risolto i problemi economici dello Zimbabwe. Pesonalmente volevo quasi andarlo a vedere, dato che a Del Toro voglio bene e mi piacciono parecchio i film con i mostroni giganti (che poi tutti adesso li chiamano kaiju, ma per me i kaiju restano appartenenti alla tradizione asiatica. Quelli americani sono mostroni giganti e basta!). Per problemi vari però non sono potuto andare al cinema quando ci sono andati i miei amici quindi quasi sicuramente non vedrò mai questo film.

In compenso mi sono goduto il  nuovo Mockbuster della Asylum nato per sfruttare il successo di Pacific Rim! Prima di iniziare a parlare del film vorrei porre l’attenzione sui due titoli: Pacific Rim e Atlantic Rim. Puro genio della Asylum, nulla da dire. Per evitare problemi legali però il film alla fine è uscito con altri titoli, precisamente Attack from Beneath per il mercato Americano e “From the Sea” nel resto del mondo.

Il trailer di Atlantic Rim personamlemente mi aveva fatto davvero ben sperare , anche considerando il fatto che negli ultimi anni i film Asylum che ho visto mi avevano piacevolmente sorpreso (Almighty Thor, ma ce ne sono anche altri che non hanno trovato spazio sul sito, almeno per il momento…). Purtroppo però qua torniamo ai bassissimi livelli di Transmorpher 1. Oddio, forse questo è un pò meglio ma è comunque  resta un sacco brutto!
Per quel che riguarda la resa grafica il film è abbastanza dignitoso considerando il modesto livello della produzione (anche se alcune sequenze da Playstation 2 ci sono). Ma ormai gli effetti digitali per i film sono economici e chiunque può piratarsi After Effect a casa e divertirsi ad aggiungere effetti ai video. Il design dei megarobottoni è carino, meno convincenti i mostri che sono semplicemente dei lucertoloni marini.
Il film è quindi visivamente sufficiente ma narrativamente è una roba oscena. Per me alla Asylum hanno una sfera piena di fogliettini di carta con scritte due righe di sceneggiatura ciascuno. Ne estraggono quattro o cinque a caso e li fondono insieme facendo poi riadattare la storia al figlio del produttore.
Sarebbe stato bellissimo se tutto si fosse svolto come una puntata dei Power Rangers: arriva il mostro, i robot lo massacrano e avanti il prossimo. Lo facevano per 3-4 volte e si portava a casa il film. Qua invece hanno aggiunto inutili orpelli narrativi giusto per allungare la brodaglia e spendere qualche euro in meno per la computer grafica. Tra le scene riempitive inutili va assolutamente menzionata la missione di recupero della bambina più brutta mai vista in un film ad opera del negro del gruppo (pilota del robot verde). In pratica dopo che il robot rosso e un mostro se le sono date, un edificio rischia di prendere fuoco a causa di raggi laser usati durante la battaglia. Un padre chiede al negro di andare a prendere la figlia e lui va, trova la figlia, le dice frasi assurde e la porta via. In mezzo c’è gente morta a caso. Ma davvero a caso! Non ha senso che ci sia gente morta in maniera così casuale, ma non ha senso tutta la scena anche per ragioni ulteriori che non voglio dire per non spoilerare troppo. E poi abbiamo incarceramenti cretini (meravigliosa la scena della liberazione dell’incarcerato, che mette in risalto la solidità della prigione improvvisata), eventi mondani, rivelazioni amorose shock senza la minima conseguenza e gente che vuole nuclearizzare…
Il film ha un’ambientazione prettamente militare ed oltre ai robottoni per combattere i mostroni intervengono anche aerei e navi dell’esercito americano. Peccato però che sullo schermo questi mezzi compaiano solamente tramite spezzoni estratti da documentari o altri film!
Per quel che riguarda i personaggi abbiamo come protagonista assoluto il pilota del rosso: una specie di Kevin Bacon dei poveri che non fa altro che urlare e darsi arie per tutto il film. Oltretutto beve ed è cornuto! Non è però lui il peggior attore di Atlantic Rim. Qua l’oscar dell’incompetenza se lo aggiudica l’ammiraglio che impartisce gli ordini ai robot (anche il pilota del verde però ha avuto parecchi voti dalla giuria).
Se riuscite a sopravvivere a 70 minuti di stupidità varie però avrete il finale più bello e nonsense mai visto in un film!

Se stavolta questi della Asylum avessero devoluto i soldi usati per questo film allo Zimbabwe sarebbe stato meglio (anche se con la cifra spesa per questo film non sarebbero andati tanto lontano gli Zimbabwesi)
 Adesso dalla Asylum aspettiamo con ansia Sharknado dovrebbe arrivare in questi giorni e dovrebbe essere decisamente di un altro livello rispetto a questa roba qua!

 

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Titolo Originale: The Oregonian
Nazione: USA
Durata: 81 minuti
Regia: Calvin Lee Reeder
Anno: 2011
Cast: Lindsay Pulsipher, Robert Longstreet, Lynne Compton, Roger M. Mayer, Barlow Jacobs, Scott Honea, Christo Dimassis, Meredith Binder

Trama:

 

Una ragazza ha un’incidente automobilistico e perde la memoria. Confusa e ferita, inizia un viaggio senza meta tra i boschi e le strade dell’Oregon.  Durante il suo viaggio succederanno cose a caso, incontrerà personaggi assurdi che la porteranno in posti assurdi a vivere situazioni assurde.

 

Secondo me:

L’articolo di oggi sarà una scusa per una chiacchierata che servirà a far tornare il cinema italiano grande come 30-40 anni fa. Ma per fare questo e prima di andare al punto dell’articolo mi vedo costretto a massacrare questa vaccata americana indie che mi sono visto per caso qualche sera fa. Chi segue questo blog regolarmente saprà che raramente parlo male dei film. Preferisco infatti non pubblicare articoli su film che non mi sono piaciuti piuttosto che stroncare la carriera di giovani filmmaker anche perchè io insomma non sono nessuno. Però ho bisogno di The Oregonians per salvare il cinema italiano e quindi mi spiace caro Calvin Lee Reeder ma insomma prenditela con te stesso: hai girato una merda! Se questo fosse stato un buon film sarei felicissimo di elogiarlo e allo stesso tempo salvare il cinema italiano ma non posso…  Ma perchè fa tanto schifo questo film? Sarò breve perchè il vero fulcro dell’articolo non è The Oregonian ma il salvataggio del cinema italiano.

Questo qua è uno di quei film indie-snob-hipster con inquadrature sfocate sulla natura, sulle foglie e sui pesci morti in decomposizione con rumori e suoni fastidiosi.  Caratteristiche abbastanza comuni comunque per i film da Sundance Film Festival a volte anche parecchio apprezzabili (questa roba venne mostrata al Sundance in una proiezione di mezzanotte). Quello che fa davvero schifo non è tanto lo stile registico, la fotografia o il reparto audio del film ma i contenuti. Nulla ha senso in questo delirio che semba un film di Devid Linc (sottomarca di David Lynch venduta nei peggiori Discount di periferia): succedono cose senza il minimo senso, i personaggi assurdi incontrati sono brutti e non c’è nessuna sequenza abbastanza bella da far pensare: “ sto vedendo una vaccata ma questa scena merita“. Il film non da nessuna risposta alle mille domande superflue che si pone lo spettatore ed è impensabile anche che queste risposte ci siano. Dopo 20 minuti che guardi il film vorresti morire ma allo stesso momento cerchi di capire dove vuole andare a parare questa roba. La dura realtà però è che non va a prarare da nessuna parte. Non mi convincerete mai che questo film ha un senso. Insomma non guardate questa roba, statene lontani.

Come potrebbe quindi un film indie-snob-brutto americano salvare il cinema italiano? Direttamente in nessun modo, ma grazie a questo articolo sono sicuro che tra 3-4 anni andremo tutti in pelligrinaggio a casa di Calvin Lee Reeder per ringraziarlo. Perchè? Dopo aver visto questa orribile robaccia mi sono messo a cercare qualche informazione in rete ed ho scoperto che….

SUSPANCE

The Oregonian aveva beneficiato di una campagna KickStarter per avere una distribuzione. Cos’è Kickstarter? In pratica è un sito dove una persona propone un’idea e chiede finanziamenti agli utenti del sito per realizzarla. Mentre scopro della campagna di raccolta fondi per The Oregonian vado a controllare facebook e vedo che il Maestro Enzo G. Castellari aveva accettato la mia richiesta di amicizia! A quel punto i miei neuroni hanno fatto sinapsi e m’è venuto in mente quanto segue:

“ma cazzo se Castellari o Ruggero Deodato si mettono a fare campagne su Kickstarter o siti simili, magari con qualche video di sponsorizzazione di Tarantino, Eli Roth e gentaglia simile non raccoglierebbero miliardi di euro?”

Di film interamente (o quasi) prodotti su Kickstarter ormai ce ne sono parecchi (gli ultimi due casi clamorosi sono il film di Veronica Mars e il nuovo film di Zach Braff).

Io sono convinto che di fan di quel cinema ce ne sono parecchi e non solo in Italia. Magari se uno di questi grandi registi facesse una campagna di raccolta fondi o su Kickstarter o IndieGoGo o altri siti simili, se questa avesse successo e il loro film dovesse avere successo, anche i cari vecchi produttori nostrani potrebbero tornare ad investire nel “Genere” e magari a quel punto anche i nuovi registi italiani cone Ivan Zuccon o Gabriele Albanesi troverebbero lo spazio che meritano nelle sale. Follia? Sogno irrealizzabile? Forse, però personalmente sarei felicissimo di investire qualche decina di euro per finanziare il nuovo film di Enzo G. Castellari! 

Adesso però tocca anche a voi lettori fare la vostra parte: diffondete questa pazza idea in giro per la rete e facciamo tornare grande il nostro cinema!

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Dopo una lunga pausa torno a scrivere sul sito ma lo faccio con un post diverso dal solito. Non parlerò di un film ma di un festival: del Far East Film Festival che si terrà ad Udine dal 19 al 27 aprile. Scrivo queste righe più che altro per ringraziare l’organizzazione per il lavoro svolto in questi anni, per aver portato in Italia decine e decine di ospiti, film in sala e in DVD: sono sempre loro dietro alla Tucker Film, casa di distribuzione friulana che ha portato in sala tra gli altri Poerty, A Simple Life, Detective Dee e il Mistero della Fiamma Fantasma e prossimamente Confessions. Come ogni anno io non sarò presente al festival, non siamo media partner e non abbiamo nessuna relazione con il festival e quindi questo post lo faccio in maniera assolutamente disinteressata.
Quindi cari organizzatori di altri festival, prima di entrare nelle pagine (e nel cuore) di Film Per Pochi dovrete farne di strada. Non farò altra pubblicità ad altri festival, soprattutto se me lo chiedete (oh a meno che non vogliate invitarmi pagandomi vitto e alloggio, in tal caso un paio di righe le scrivo senza problemi!)

Nonostante non sarò al Festival cercherò comunque di seguire più film possibili tra quelli proposti e gazie ad alcune novità e collaborazioni tra il festival, MyMovies e Repubblica. Ne parlerò comunque a fine articolo!
Questa mattina c’è stata la presentazione ufficiale del festival con la presentazione degli ospiti, di alcuni eventi e soprattutto dei film in concorso. Questa quindicesima edizione, nonostante la crisi e la conseguente riduzione del budget, sembra promettere benissimo!! Se conoscete il FEFF saprete che il cinema proposto è perlopiù cinema popolare. non mi va di fare qua il copia e incolla dei titoli in programma, quindi se volete saperne di più vi invito a cliccare qui sotto:
FILM IN PROGRAMMAZIONE AL FEFF 15


Alcuni film proposti al festival sono già disponibili sui canali oscuri che tutti conosciamo, ma ciò non toglie che questi film per vederli devi andarli a cercare e se non si ha una certa cultura cinematogrfica nemmeno viene voglia di andarsi a vedere in chissà quale sconosciuto film cinese. In questo il Far East Film Festival negli anni è stato fondamentale, pertanto se quelli della Tucker rilasciano un film in DVD andatevelo a comprare anche se questo è disponibile in rete, almeno per dirgli grazie! Vi parlo comunque brevemente dei 4 film che ho visto io e che saranno presenti in concorso:

-Lost in Thailand (Cina): Commedia campione di incassi in Cina dove ha raccolto oltre 202 milioni di dollari, classificandosi al secondo posto nella classifica dei migliori incassi di sempre del paese dietro ad Avatar. Sequel di Lost on Jurney (che aveva incassato enormemente meno) è molto divertente anche se per ridere davvero si deve entrare un pò nell’ottica cinese. Difficile da digerire per un occidentalofilo (e comunque ingiustificato l’incasso stratosferico, alla fine nulla di eccezionale!)

-Million Dollar Crocodile (Cina): Se seguite questo sito saprete che la mia più grande passione sono i film con squali, coccodrilli ed altre bestiacce che attaccano l’uomo. Bene qua abbiamo un coccodrillo che viene acquistato da dei ristoratori abusivi ma che riesce a liberarsi e divora la borsetta di una ragazza piena di soldi! Non è esattamente il tipico film del genere data la scarsa quantità di horror e l’alta dose di ironia (anche se non mancano i passaggi drammatici). Non mi ha convinto del tutto, ma alla fine è guardabile.

-Painted Skin: The Resurrection (Cina): mega kolossal fantasy epico cinese con storie di demoni e mitologia cinese. Anche questo è un sequel apprezzabilissimo senza aver visto il capitolo 1. Visivamente bellissimo non mi ha però convinto del tutto dal punto di vista narrativo. Se paragonato al primo capitolo a mio parere è più debole nonostante sia parecchio più ricco di contenuti. Sicuramente da vedere comunque anche solo per alcune sequenze semplicemente spettacolari.

-A Werewolf Boy (Corea del Sud): Questo era il film sul quale volevo scrivere il prossimo articolo sul sito, ma a questo punto rimando la cosa! L’avevo visto pensando fosse il Twilight d’oriente data la storia: una ragazza si innamora di un licantropo. Invece alla fine è una bella storia d’amore assurda girata e recitata in maniera ottima che farà sicuramente la felicità di chi ama i drama romantici coreani e potrebbe far scendere anche qualche lacrimuccia. Non è che sia un capolavoro ma non è affatto disprezzabile!

Quella che mi piace un pò meno quest’anno è la rappresentativa di Hong Kong, dato che comunque nessuno dei film in programmazione mi attira. Quelli invece che non vedo l’ora di vedere sono questi:

-Finding Mr. Right (Cina): Commedia romantica che in Cina sta incassando benissimo (ad oggi è divenuta la commedia romantica dall’incasso maggiore di sempre con più di 62 milioni di dollari). Dal trailer pare un sacco divertente, vedremo!

-The Floating Castle (Giappone): Film in costume sull’assalto ad un castello durante l’epoca Sengoku. Pare sia un bell’action con tanta ironia.

-Comrade Kim Goes Flying (Corea del Nord): come si fa a non voler vedere un film Nord-coreano? (in realtà è una co-produzione Belgio-Uk-DPRK, ma fa niente!) Sembra niente male anche dal trailer, probabilmente è la storia romanzata di una soldatessa che sogna di voler fare la ginnasta e ci riesce. Io comunque non vedo l’ora di vederlo!!

-Tiktik: The Aswang Chronicles (Filippine): degli horror l’unico che mi attira guardando i trailer è questo qua, principalmente per i fondali surreali che si vedono nel trailer e le immagini disponibili. Non mi esprimo però sulla qualità.

-The Berlin File (Corea del Sud): sarà il film d’apertura e si preannuncia come uno dei più interessanti. Raccontra la storia di una spia sud-coreana che indaga sul traffico d’armi nord-coreano, il tutto ambientato a Berlino con un cast di prim’ordine.

Per il resto non conosco gli altri film, ma per l’horror punterei sicuramente sui film Thailandesi visto che questo Paese ci ha viziato negli anni passati con questo genere.

Molti dei film citati però non riuscirò a vederli dato che non sarò al festival, ma quest’anno c’è una grossa opportunità: chiunque potrà vedere alcuni dei film proposti anche da casa in contemporanea con la proiezione in sala. Infatti, grazie alla collaborazione tra il FEFF, MyMovies.it e Repubblica.it sarà possibile vedere gratuitamente da casa 10 film della rassegna e votare anche per uno speciale premio: il MyMovies Award (premio in realtà esistente anche lo scorso anno e vinto da Thermae Romae, che in virtù di questo premio uscirà nelle sale in estate. La differenza con la scorsa edizione è che precedentemente i film erano a pagamento e se non sbaglio ne erano sei solamente).
Si inzierà il 19 aprile con il film d’apertura The Berlin Fire, poi ci sarà A Werewolf Boy mentre gli altri 8 titoli sono ancora da annunciare. Se ci seguite su Facebook comunqe sarete prontamente avvertiti.

Per il resto comunque il Far East Film Festival non è solo cinema: ci saranno mostre, workshop, concorsi di cosplay, mercatini, spettacoli ed eventi tematici e anche concerti. Quindi se siete della zona andate ad Udine dal 19 al 27 aprile, se non siete e siete disoccupati e non sapete come passare il tempo andate ad Udine, se volete prendervi una vacanza fuori stagione sapete che fare!

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